Intervista a
Gabriele Adinolfi nel trentennale della strage di Bologna da parte di
Ugo Maria Tassinari http://fascinazione.blogspot.com
Bologna e i depistaggi
Sei
stato di fatto – ma non di diritto – parte lesa per la strage di
Bologna in quanto oggetto di un depistaggio dei servizi segreti
pidduisti
Ad
essere precisi sono stato oggetto di quattro depistaggi sulla strage di
Bologna .
La prima volta fui incluso nel blitz del 28 agosto 1980, cui sfuggii
perché non ero a Roma quando venne eseguito. Fu un depistaggio
dettato dal dirigente dei servizi interni, Russomanno, per cui vennero
utilizzate delle affermazioni di due mitomani, Piergiorgio Farina e
Marco Affatigato. Quest'ultimo si rivelò poi continuativamente
organico ai servizi. La montatura si sgonfiò in pochi mesi.
Immediatamente dopo, con Fiore e Vale e ancor prima di Delle Chiaie,
fui oggetto di un depistaggio più serio. I servizi fecero
ritrovare sul rapido Taranto-Milano armi, esplosivo (pare che fosse lo
stesso di Bologna e si noti che la perizia non era stata ancora
eseguita...) e biglietti d'aereo che avrebbero rimandato a noi. Furono
lo scompaginamento della loro struttura occulta e il pentimento del
maresciallo Sanapo a far saltare la montatura costando poi ai vertici
coinvolti, e a Licio Gelli, condanne un po' bizzarre (“calunnia” e
“detenzione di armi ed esplosivi”).
Il terzo tentativo fu insidioso. Mambro e Fioravanti, per sottrarsi
agli esiti della falsa testimonianza di Sparti - su cui si fondarono
poi il loro processo e l'assurda condanna che subirono insieme a Luigi
Ciavardini - provarono a far rimbalzare l'accusa su di me e Fiore.
Sostennero che noi avessimo cercato tramite loro dei documenti falsi,
che non ci servivano affatto non essendo né latitanti né
clandestini, e che lo avremmo fatto proprio subito dopo la strage.
Questo avrebbe spiegato il loro interessamento presso Sparti. Il tutto
era così inverosimile e contraddittorio rispetto alle loro
intenzioni dell'epoca che non ha convinto nessuno. Ma il tentativo lo
fecero. Se li avessero creduti, dall'accusa ci saremmo dovuti difendere
noi e loro se la sarebbero cavata tramite questo capolavoro etico.
Il quarto depistaggio avvenne nell'estate del 1992, quando, dopo dodici
anni di latitanza, ero stato catturato in Austria. Un certo Sinibaldi
accusò un insieme di persone, e me tra quelle: messo alle
strette crollò e spiegò che era stato imboccato dai
servizi segreti militari.
Come
spieghi quest'accanimento sul tuo ambiente e quello sulla tua persona?
Non lo so.
Mi
sono fatto la convinzione che i servizi e i pool di inquirenti si
muovano non per cercare la verità ma per depistare; per questo
individuano e cercano d'incastrare dei capri espiatori. Questi capri
espiatori sono scelti tra i più deboli, ovvero tra quelli che
hanno le spalle meno coperte da gruppi di potere, o che non le hanno
affatto. Ragion per cui si devono sempre colpire quelli che non hanno
santi in paradiso ed ecco perché si tratta in genere di fascisti
o di anarchici o, se la pista diventa internazionale, di arabi.
Infine, tra queste categorie, è meglio prendersela, se
possibile, con chi non parla un linguaggio compromissorio e
conformistico.
“Intrigo
internazionale” confuta le stragi fasciste
Intendiamoci: il libro del dottor Priore e di Fasanella ha due grandi
meriti: confuta la menzogna delle stragi fasciste e finalmente legge la
Strategia della Tensione per quello che fu: una guerra combattuta in
Italia, una Guerra Mediterranea.
Ma lì si ferma perché, per timori riverenziali o per
limiti umani, non si addentra oltre se non depistando ancora, sia pure
su di un livello diverso da quello conosciuto finora, diciamo pure a un
livello superiore.
Che
ne pensi del fatto che Priore sposa la tesi della strage palestinese?
Per te è un depistaggio?
La
strage palestinese è un non senso e la tesi di colpevolezza
sostenuta da qualche anno in qua, cioè da quando lo fece la
rivista alleanzina Area, è grottesca.
Si sostiene che fu una vendetta per l'arresto del rappresentante in
Italia del Fplp Saleh.
Orbene Saleh per le sue attività sul nostro territorio era stato
condannato a sette anni di reclusione e ne scontò poco
più di uno, uscendo, come sempre avviene in questi casi, per via
diplomatica e non certo, come vorrebbero suggerirci, per aver
spaventato l'Italia.
Si tratterebbe secondo altra tesi della vendetta per l'arresto dei tre
autonomi Pifano, Nieri e Baumgartner, presi durante il trasporto di
armi per i palestinesi. Ora va considerato che i palestinesi non
vendicano, perché non ne hanno la forza, i loro che marciscono
in prigione, figurarsi se potevano “vendicare” i tre autonomi.
Anche la storiella del commando di Carlos, che secondo la tesi avrebbe
dovuto agire per conto dei palestinesi commettendo la strage di
Bologna, con tanto di terrorista tedesco che la notte dorme in albergo
con i suoi documenti, è grottesca.
Quindi
la pista palestinese, la pista Carlos, la pista Autonomia Operaia non
ti convince?
Siamo chiaramente di fronte ad un nuovo depistaggio di cui il dott.
Priore e i redattori di Area sono probabilmente strumenti inconsapevoli.
Io penso che l'apertura degli archivi di molti Stati, le inchieste
private di parecchi investigatori e la nuova geografia dei conflitti
internazionali abbiano imposto di rileggere la Strategia della Tensione
in modo meno grossolano di quanto fatto fino ad oggi; io ritengo che
tutto questo abbia letteralmente costretto a imboccare finalmente una
pista internazionale. A pista obbligata nuovi depistaggi: contro i
vinti ovviamente. I palestinesi e i loro amici, nella fattispecie gli
autonomi. Ed ecco che nascono “rivelazioni” cui puntualmente abboccano
persone che cercano la verità.
Da subito presi posizione contro questo teorema inquinante e mi duole
che ci sia chi ha pensato che potesse essere accettabile il rovesciare
su degli avversari onorevoli le accuse infamanti di cui il nostro mondo
è stato vittima per quarant'anni.
Per quanto Pifano sia stato e resti un antifascista viscerale e
troglodita ciò non consente a nessun uomo che abbia onore
d'infangare il combattente coraggioso e generoso e di accostarlo ad
accuse stragistiche.
Evidenze
negate
Chi
credi che abbia commesso la strage di Bologna?
Come ho già detto, non posso stabilire se la strage di Bologna
sia stata il sugello posto alla conquista avvenuta dei gangli vitali
della nostra politica estera ed energetica da parte del partito
israeliano, che concludeva così una strategia iniziata dopo la
Guerra dei Sei Giorni, se sia addebitabile a chi era stato tradito (la
Libia) se sia opera di un'altra potenza attiva nei nostri scenari
(Francia, Inghilterra) o se sia infine l'azione di un organismo
regolatore supernazionale.
Sono certissimo però che non solo non fu una strage fascista ma
non fu neppure una strage palestinese, anarchica o ultracomunista.
Tu
contesti a Priore e Fasanella l'aver minimizzato il ruolo israeliano
nella Strategia della Tensione, eppure loro ne parlano. Che vuoi dire?
Mi
ha lasciato di stucco il modo in cui viene introdotto e liquidato il
ruolo di Israele nel libro-inchiesta.
Ad un certo punto il giudice Priore scrive “Israele può contare
sulle ramificazioni della diaspora ebraica presenti in tutto il mondo.
Non è necessario essere un grande Paese per avere un servizio
d'informazione molto efficiente. E poi non va dimenticato il rapporto
viscerale con gli Usa, grazie alla posizione del ceto ebraico nei
gangli più importanti della vita americana, a cominciare da
quelli economici, finanziari e culturali”.
Accenna poi un paio di volte alla proposta che il Mossad fece alle
Brigate Rosse al fine dichiarato di destabilizzare l'Italia. Che
Israele volesse destabilizzare l'Italia viene ribadito a più
riprese.
Sembra la premessa a conclusioni interessanti. Sembra.
Però non un cenno all'abbattimento – nel novembre 1973 -
dell'Argo 16 con a bordo vertici del nostro controspionaggio rei di
avere ecceduto nella politica filoaraba. Non un accenno alla strage di
Milano dell'aprile 1973 con l'esecutore venuto dritto dritto da Israele
e dotato di armi israeliane. Si parla spesso del ruolo centrale – nel
terrorismo rosso – del Superclan che si stabilirà a Parigi
fondando l'Istituto Hypérion, ma non una sola parola sui
rapporti tra i fondatori e i servizi segreti israeliani.
Quando viene trattato il delitto Moro, non c'è alcun accenno
alle piste per Tel Aviv che pure furono aperte proprio da Fasanella (e
da Rocca) nel loro “Il misterioso intermediario”.
Alla fine, la guerra del Mediterraneo sembra un affaire di francesi,
libici e palestinesi.
Francamente stupefacente questo rifiuto continuativo di trarre le
conseguenze dagli indizi e dalle prove che si hanno, per poi rifugiarsi
in congetture fuorvianti.
Tu
credi che si fermino dove dovrebbero addentrarsi: perché?
Non
ho idea se ci siano pavore o mala fede.
Di certo nel libro ci sono affermazioni dettate da preconcetti, da
simpatie o antipatie.
Ad esempio s'insiste su di un presunto ruolo chiave di Mitterrand e
della sua dottrina a sostegno delle BR. Ma la Dottrina-Mitterrand
è di fine 1981 mentre il santuario parigino – Hypérion –
era attivo soprattutto sotto Giscard, e il delitto Moro precede di tre
anni l'elezione di Mitterrand.
Sempre restando in Francia, il dott. Priore denunciando la non
collaborazione continuativa alle indagini, tesse le lodi di un solo
dirigente dei servizi segreti che avrebbe rotto il muro
d'omertà: Desmaranches. Ovvero il regista riconosciuto dei
depistaggi di Bologna!
Infine si mantiene in vita per respirazione artificiale il buon ruolo
del Pci berlingueriano che sarebbe stato osteggiato da americani e
sovietici. Noi sappiamo, dalle veline della Cia poi rese pubbliche, che
gli Usa non osteggiavano affatto Berlinguer e sappiamo pure che fino
alla Caduta del Muro Mosca rifornì il Pci di rubli.
Ci sono insomma vere e proprie distorsioni che non aiutano affatto ad
imboccare vie diritte.
Tra queste c'è l'ossessione anti Autonomia Operaia, forse
dettata dalla militanza in altri gruppi rivali di sinistra e, infine,
c'è la palese, evidente, tangibile, mancanza di esperienza umana
per cogliere come si muovono gli uomini nel mondo; cosa che non si
può imprigionare in schemi senza scadere nel patetico.
Non
credi quindi all'eterodirezione programmata del terrorismo di sinistra?
Come dissi recentemente, i servizi o le strutture di controllo quasi
mai creano le organizzazioni di sana pianta; eventualmente le
osservano, le coprono, anche a loro insaputa, le teleguidano, anche a
loro insaputa, le utilizzano, infine le liquidano. Però le
strutture nascono da input umani, in un humus, in una condizione e da
certi caratteri esistenziali.
Secondo il libro le strutture che poi costituiranno Hypérion
avrebbero creato ex nihilo la lotta armata di estrema sinistra. Altrove
e a più riprese si sostiene però che furono i
feltrinelliani a produrla. Allora parliamo di produzione dall'alto o di
spontaneismo?
Dal libro non può uscire la risposta soddisfacente che poi
è: tutte e due le cose insieme.
C'è un humus, c'è una condizione e ci sono quelli che
osservano dall'alto. Nella misura in cui ritengano di lasciar spago lo
lasciano, ma chi è legato allo spago generalmente non lo sa,
senza contare che a volte lo può anche recidere, magari senza
neppure accorgersene.
Gerarchia
del terrore e regia sovranzionale
Però
hai tessuto le lodi di molte parti di "Intrigo Internazionale"
Gran merito degli autori è il quadro fornito delle strutture
internazionali che hanno agito nel caos.
Inglesi, francesi, israeliane, libiche. A queste essi aggiungono, come
avevo fatto io stesso in passato, le tedesche dell'est e dell'ovest e
le ceche. Stabilendo anche i rispettivi ruoli. Praga era un santuario
mentre Berlino Est agiva a tutto campo, esattamente come Tel Aviv.
Il pregio di questa lettura – probabilmente la più riuscita del
libro – sta nel fatto che sostiene che né la Stasi né il
Mossad lavoravano per un solo campo (est od ovest) e che ricorda che
spesso ci furono contatti, collaborazioni non proprio conformi.
Infine si noti che sullo sfondo le due Superpotenze (Usa ed Urss)
lasciano fare molto più di quanto facciano direttamente; a loro
basta controllare.
Ci troviamo insomma in un quadro in cui gli interessi delle medie
potenze e i loro conflitti vengono risolti secondo leggi tacite ma
evidenti: basta che rispettino le regole fondanti dei macroequilibri.
Ed ecco che si spiega perché mai dei Paesi-cerniera, con
conseguenti licenze particolari, come la Germania dell'Est e Israele,
abbiano avuto una mole e una libertà d'azione nettamente
superiore a quelle altrui.
Di qui l'inquinamento che svolsero in contemporanea, in stato di
rivalità e/o complicità, sulle ali del radicalismo di
sinistra.
Berlino Est aveva la patente del Cremlino, Tel Aviv potè invece
raggiungere e sostenere senza troppa difficoltà gli ambienti
ebraici estremistici, solitamente trozkisti od operaisti.
Aveva commandos e agitprop già pronti in quantità:
bastava agganciarli e manipolarli.
Israele
e Germania Est più colpevoli di altri? E Israele più
della Germania Est?
C'è una gerarchia di fatto tra le potenze, questa gerarchia
corrisponde quasi in toto alle loro responsabilità nei crimini e
nelle stragi.
Ma se definiamo questa gerarchia - che intimorisce chi dovrebbe trarre
le conclusioni - ancora non abbiamo concluso l'opera.
L'assenza operativa russo-americana da un lato, l'azione di strutture -
o di uomini – dall'evidente funzione supernazionale dall'altro, devono
indurci a trarre ulteriori conseguenze.
Cosa
intendi per queste ulteriori conseguenze?
Hypérion che cos'è? Francese, americana, israeliana?
Probabilmente tutte e tre le cose.
Chi protesse Simioni (il fondatore del Superclan poi riparato ad
Hypérion)? Gli atlantisti o gli antiatlantisti? O gli uni e gli
altri insieme?
E che dire di Igor Markevitch, il “grande vecchio” il “direttore
d'orchestra” individuato proprio da Fasanella e da Rocca? Non
dimentichiamo non solo il ruolo che costui avrebbe avuto negli
interrogatori e nella carcerazione di Moro ma quelli che ebbe durante
la guerra quando, in Toscana, rappresentava gli interessi francesi ed
inglesi presso i servizi tedeschi di controinformazione.
E se prendiamo per buona la Relazione Anselmi sul caso Gelli, dobbiamo
accettare che sempre in Toscana, e sempre durante la guerra, costui
lavorasse al contempo per i comunisti e per i tedeschi e che nel
dopoguerra collaborasse con il Cominform e con i serivizi inglesi.
Non so quanto ci sia di vero in tutto ciò e neppure m'interessa,
è la tendenza che mi preme cogliere. Ovvero che si è
passati ad uno stadio di organizzazione supernazionale e mondialista
che sovrasta e regolamenta le politiche nazionali e i loro crimini.
Un'organizzazione
supernazionale?
Prendiamo l'abbattimento del Dc-9 sui cieli di Ustica il 27 giugno
1980. Il giudice Priore, che si è occupato del caso, accantona
altre piste e propende per l'attacco militare francese ai libici nel
nostro cielo. Non so se sia una lettura corretta ma proviamo a darla
per buona. Diamo cioè per buono che per ragion di Stato, per
evitare di denunciare le responsabilità di un importante
alleato, le autorità italiane, subito al corrente, abbiano
depistato e taciuto. Questo non spiega minimamente quello che accadde
dopo, e che lo stesso giudice ricorda: l'eliminazione di una decina di
testimoni, molti dei quali inseriti nei nostri apparati militari, e di
un paio di periti. Impensabile che i francesi abbiano eliminato negli
anni una dozzina di cittadini italiani, tra cui militari e agenti
italiani, che lo abbiano fatto in Italia tranquillamente. Ciò
non può essersi verificato senza la cooperazione attiva di
strutture italiane che rispondono ad ordini superiori. Ordini superiori
che non possono venire da Parigi o, comunque, che non possono venire da
interessi francesi ma indicano sicuramente coinvolgimenti più
alti e più oscuri.
Il caso è emblematico ma credo che questa chiave di lettura
spieghi anche tante altre vicende misteriose nonché la vera
natura di organismi trasversali coperti da troppe parti, come appunto
l'Hypérion.
Cosa
vuoi lasciar intendere?
Questo significa che le Brigate Rosse, forse anche per esservisi
imbattute, avevano messo a fuoco la presenza di qualcosa d'inquietante
cui diedero un'interpretazione purtroppo viziata da nevrosi
ideologiche. Parlo di quello che definirono S.I.M. (Stato Imperialista
delle Multinazionali) che altro non è se non una sorta di
Consiglio d'Amministrazione della politica mondiale che assorbe in
sé, orienta, smorza, pilota e adegua le singole parti in
conflitto.
Prima delle Brigate Rosse a tanto erano giunti gli intellettuali
francesi di segno opposto, Pierre Drieu La Rochelle già negli
anni quaranta, Raymond Abélio negli anni cinquanta. Senza
contare l'incessante lavorio di Henry Coston.
E
quindi?
Due, almeno, sono i significati di tutto ciò.
Il primo è che politicamente le cose vanno lette e affrontate in
modo assai diverso da quello usuale.
Per quanto riguarda le stragi, poi, ciò significa che esse
resteranno impunite ma ci saranno sempre colpevoli di comodo per
chiudere provvisoriamente le pratiche.
Forse la mistificazione delle stragi fasciste è agli sgoccioli;
ma attenzione a non credere ai colpevoli sostitutivi che saranno sempre
e comunque innocenti.
I colpevoli comandano: su tutto e tutti.
Un
quadro agghiacciante!
Lo
sarebbe se ci lasciassimo inchiodare all'immagine dello stesso, alla
sua foto. Ma la realtà è più simile a un film; i
fotogrammi in esso esistono ma si muovono, e poi c'è
interattività: tutto muta e il quadro generale offre non pochi
aspetti interessanti.
Se però lo approcciamo con pregiudizi democratici, con fiducie
civiche, o se intendiamo modificarlo con strumenti datati, brancoleremo
sempre nel buio. Così come facciamo oggi di fronte alle stragi.
E' un tutt'uno: cambiare ottica e mentalità non serve solo a
fare un minimo di luce sul passato ma anche a illuminare il passo per
l'avvenire.
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